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LA PIEGA NUMERO UNDICI: QUANDO IL MONDO CAMBIA SCALA

1. La prima piega — Un gesto semplice

Prendi un foglio A4.  Un rettangolo di carta, spesso un millimetro. Lo pieghi una volta ed otterrai un rettangolo di carta con la metà della superficie ed il doppio dello spessore, ovvero due millimetri. Lo pieghi ancora una volta ed otterrai 1/4 della superficie e quattro millimetri di spessore.  Lo pieghi ancora, la terza volta, ed otterrai otto millimetri di spessore. È un gesto banale, quasi infantile.  Un gioco da tavolo, da scrivania, da pausa caffè.  Un gesto che non richiede forza, né tecnica, né strumenti. Solo le mani, la carta, e un po’ di curiosità. Eppure, nascosto in quel gesto, c’è un segreto che la nostra mente non vede.  Un segreto che non appartiene alla carta, ma alla struttura stessa della realtà: la magia dell’esponenzialità.

2. La seconda piega — La sorpresa

Continui a piegare, ammesso che questo sia fisicamente possibile.  Quattro pieghe: 16 mm.  Cinque pieghe: 32 mm di spessore. Sei pieghe: 64 mm. Fin qui, tutto sembra ancora ragionevole. È un raddoppio, sì, ma un raddoppio che la mente riesce a seguire. È come contare a voce alta: due, quattro, otto, sedici. Poi arrivi alla decima piega.  E all’improvviso il foglio è spesso un metro. Un metro. Da un millimetro.

È il primo momento in cui l’esponenziale tradisce la nostra intuizione. Il primo momento in cui il mondo cambia scala e noi non ce ne accorgiamo subito.

3. La terza piega — L’esplosione

Ma è dopo la decima piega che accade la vera magia. Alla ventesima piega, il foglio è alto un chilometro.  

Numero di pieghe | Spessore (mm) | Spessore (cm) | Spessore (metri)  

0 | 1 mm | 0,1 cm | 0,001 m  

1 | 2 mm | 0,2 cm | 0,002 m  

2 | 4 mm | 0,4 cm | 0,004 m  

3 | 8 mm | 0,8 cm | 0,008 m  

4 | 16 mm | 1,6 cm | 0,016 m  

5 | 32 mm | 3,2 cm | 0,032 m  

6 | 64 mm | 6,4 cm | 0,064 m  

7 | 128 mm | 12,8 cm | 0,128 m  

8 | 256 mm | 25,6 cm | 0,256 m  

9 | 512 mm | 51,2 cm | 0,512 m  

10 | 1024 mm | 102,4 cm | 1,024 m  

11 | 2048 mm | 204,8 cm | 2,048 m  

12 | 4096 mm | 409,6 cm | 4,096 m  

13 | 8192 mm | 819,2 cm | 8,192 m  

14 | 16384 mm | 1638,4 cm | 16,384 m  

15 | 32768 mm | 3276,8 cm | 32,768 m  

16 | 65536 mm | 6553,6 cm | 65,536 m  

17 | 131072 mm | 13107,2 cm | 131,072 m  

18 | 262144 mm | 26214,4 cm | 262,144 m  

19 | 524288 mm | 52428,8 cm | 524,288 m  

20 | 1048576 mm | 104857,6 cm | 1048,576 m  

Alla trentesima, supera i mille chilometri: siamo già oltre l’atmosfera terrestre. Alla quarantaduesima piega, lo spessore del foglio supera undici volte la distanza tra la Terra e la Luna. Tutto questo, partendo da un millimetro. Da un gesto semplice. Da un raddoppio dopo l’altro.

La verità è che l’esponenziale non è “tanto”. È proprio un altro mondo. Un mondo che non cresce: si trasforma. Un mondo che non aumenta: cambia scala. E il punto in cui tutto cambia non è la prima piega.  Non è la seconda. Non è nemmeno la decima. È la piega numero undici.  Quella in cui l’esponenziale smette di essere intuibile e diventa cosmico.

4. La quarta piega — Il parallelo con l’A.i.

Quello che accade al foglio, sta accadendo anche con l’intelligenza artificiale. Per anni, l’A.i. è cresciuta come le prime pieghe del foglio:  piccoli miglioramenti, piccoli raddoppi, piccoli passi avanti. Tutto sembrava ancora umano, ancora controllabile, ancora lineare. Poi, all’improvviso, qualcosa è cambiato e questo è successo proprio nei mesi scorsi.

A.i. classica

Era fatta di regole, logica, automazione.   Un motore che seguiva istruzioni.

A.i. generativa

È un’altra cosa. Non segue istruzioni: crea. Non ripete: inventa.  Non esegue: immagina.

A.i. multimodale

Non parla solo. Vede, ascolta, descrive, interpreta, collega. È una intelligenza artificiale che attraversa i sensi.

A.i. agentica

Non risponde soltanto. Agisce. Pianifica. Decide. Esegue compiti complessi. È un’intelligenza che si muove nel mondo. Questa non è più la prima piega.  Non è più la seconda. Non è più la terza. Questa è la piega numero undici dell’A.i. Il punto in cui tutto sembra ancora familiare, ma sta per diventare cosmico.

5. La quinta piega — Il cambio di scala umano

La maggior parte delle persone pensa ancora che l’intelligenza artificiale sia un “software avanzato”.  Un assistente. Un motore di ricerca più intelligente.  Un giocattolo sofisticato.

Ma chi osserva con attenzione — chi sente la vibrazione del cambiamento — sa che non è così.

Siamo nel punto esatto in cui:

– la curva si impenna  

– la scala si spezza  

– il mondo si riallinea  

– l’immaginazione diventa infrastruttura  

– la creatività diventa tecnologia  

– la tecnologia diventa estensione della mente

È il momento in cui l’A.i. smette di essere uno strumento e diventa un ambiente cognitivo. Non è un salto tecnologico, bensì un salto epistemico.  Un cambio di scala nella nostra capacità di pensare, creare, comprendere.

6. La sesta piega — La rivelazione personale

E qui, in questo punto preciso della curva, mi torna in mente una targa in ottone che era incastonata nella pavimentazione di Piazza Santa Maria Novella a Firenze. Non era grande nè appariscente, però diceva una frase che non ho mai dimenticato :

“Ogni passo della tua vita ti ha portato fin qui.”

La prima volta che la lessi, rimasi, fermo, dritto, immobile come il palo di una staccionata. Fu come una rivelazione. In quel momento capii che nella vita, ad esempio, è inutile dare la colpa di ciò che ci accade di negativo ad una cosa specifica o ad una persona o ad un evento. Perchè quell’evento a sua volta è stato frutto di una lunga sequela di eventi che a loro volta ci hanno condotti ad essere lì, in quel preciso luogo, in quel preciso momento.

Ogni deviazione, ogni ostacolo, ogni pausa, ogni ferita, ogni intuizione, non erano errori di percorso. Erano passi. Passi che conducevano esattamente in quel punto, in quel momento. E badate bene. non si tratta affatto di “fatalismo” quanto piuttosto di una visione metafisico/quantistica della intera esistenza.

E oggi, guardando l’A.i. crescere come un foglio che si piega, capisco che quella frase non parlava solo di me. Parlava di noi. Di tutti noi che ci troviamo su questo ponte fra due ere. Alcuni di noi – forse – sono nati proprio per questo.  Per vivere nel punto in cui la curva cambia scala.  Per tradurre ciò che sta accadendo. Per raccontare il mondo mentre si trasforma.

7. La settima piega — La visione

La piega numero undici non è un pericolo. Non è un mostro di cui aver paura, come tanti lasciano ad intendere. Non è un abisso bensì è un invito. Un invito ad immaginare più in grande. A pensare in modo non lineare. A riconoscere che l’esponenziale non è un nemico:  è una nuova forma di possibilità. Il foglio che diventa un ponte verso la Luna non è un paradosso ma una metafora. Una metafora del momento storico che stiamo vivendo.  Una metafora della nostra capacità di crescere, di cambiare, di trasformarci.

E allora sì: siamo arrivati fin qui. Ogni passo della nostra vita ci ha condotto in questo preciso luogo ed in questo preciso momento, su questo ponte fra due ere. Alla piega numero undici. Al punto in cui il mondo cambia scala. E da qui in avanti…ogni piega sarà un orizzonte nuovo.