Racconto quantico sulla continuità della vita
La ragazza morde una mela. Il cielo stellato vibra di particelle invisibili. Un gesto qualunque. Un momento minimo, ma in quel morso qualcosa di antico si risveglia.
Un atomo di calcio, proveniente da un osso di triceratopo vissuto circa 68 milioni di anni fa, è lì nella polpa della mela, nel respiro che la ragazza inspira.
Non è magia. È chimica. È fisica. È la danza eterna della materia.
Tutto è uno
…se è vero che l’uomo, ogni uomo, nell’infinitamente piccolo è fatto di atomi e che l’aria che si frappone fra quell’uomo e gli altri è fatta essa stessa di atomi…..allora non vi è soluzione di continuità, non vi è divisione fra gli uomini. Siamo nel bene e nel male legati l’uno all’altro in un sistema ove l’azione di uno, in un modo o nell’ altro, influenzerà il destino anche degli altri…. ( cit. Mario Albano Barragàn)
Le ragioni di questo aforisma, vanno ricercate nella natura di tutte le cose. Le scienze c’insegnano che ogni cosa, vivente o non vivente, presente nell’universo è costituita da atomi. Persino l’aria che si frappone fra noi stessi e le altre persone è costituita da atomi. Va da se, che l’intero universo è un Unicum dove tutto è parte di tutto.
Se tutte le cose sono fatte di atomi e se l’aria che separa le cose è fatta essa stessa di atomi, allora non esiste una vera separazione. Non c’è soluzione di continuità. Ogni cosa è collegata al’altra e lo siamo anche noi esseri viventi. La Terra, inoltre, è un sistema chiuso dove nulla entra e nulla esce.
Gli atomi che compongono il nostro corpo sono gli stessi atomi che hanno formato dinosauri, alberi, oceani, statue, poeti o satelliti.
La legge di Lavoisier lo dice chiaramente: “Nulla si crea, nulla si distrugge, ma tutto si trasforma.”

Il triceratopo e la ragazza
Immagina un Triceratopo, vissuto nel Cretaceo superiore fra i 66 ed i 68 milioni di anni fa che sta tanquillamente pascolando fra le pianure erbose del Canada meridionale. Un maschio adulto di Tyrannosaurus Rex di sette tonnellate di peso, lo ha appena avvistato. Prima che il Triceratopo accenni ad una fuga, il maschio di Tyrannosaurus Rex gli è addosso ed affonda le sue zanne nella gola del mastodontico erbivoro. Il Triceratopo muore. Il tyrannosaurus si nutre di parte della carcassa, lasciando il resto agli “anelli” successivi della catena alimentare. Passano alcuni mesi e del Triceratopo non vi è più nessuna traccia.
Ma ne siamo davvero così sicuri ?
In realtà il triceratopo si è trasformato, in gas, compost e poi in seguito in terreno, piante, frutti. Un uomo preistorico si avvicina ad uno di quei frutti e lo mangia. Gli atomi del triceratopo sono adesso in quell’uomo, almeno una parte di quegli atomi.
Questa interminabile sequela di eventi, giunge fino ai giorni nostri. Una ragazza esile mangia una mela, senza sapere che in quella mela erano presenti alcuni atomi di quel triceratopo, passati dal terreno all’albero, dall’albero alla mela e dalla mela, adesso, alla ragazza.
Lo stesso discorso dicasi per gli atomi appartenuti a Giulio Cesare, Napoleone, Sant Agostino e persino Jack lo squartatore o Gengis Khan. Loro non ci sono più ma i loro atomi, sono ancora fra di noi e ci costituiscono.
La Terra come sistema chiuso
La Terra, infatti, non scambia materia con l’esterno. È un sistema chiuso. Questo principio è alla base dei cicli biogeochimici: il carbonio, l’azoto, l’ossigeno, il fosforo, tutti si muovono tra atmosfera, oceani, suolo e biosfera. Un atomo può essere parte di una foglia, poi di un pesce, poi di un essere umano, ma è sempre lo stesso atomo.
La materia non si distrugge. Si trasforma e tiene uniti tutto e tutti, in una rete invisibile.
La danza del turnover atomico
Lo sapevi che …?
– Ogni respiro contiene atomi che sono stati respirati da miliardi di esseri viventi prima di noi.
– Gli atomi di idrogeno nel nostro corpo sono tra i più antichi dell’universo: nati pochi minuti dopo il Big Bang.
– Gli atomi che compongono il nostro corpo hanno probabilmente fatto parte di centinaia di altri organismi prima di noi.
– Il turnover atomico è così costante che in 5–10 anni il nostro corpo si rinnova quasi completamente.
E se gli atomi avessero memoria ?
La fisica quantistica ci dice che gli atomi possono conservare informazione quantica sotto forma di qubit. In laboratorio, gli scienziati riescono a usare singoli atomi come quantum memory, immagazzinando stati quantici per poi recuperarli; ma nella vita quotidiana, questa “memoria” non è cosciente. È solo una traccia. Una possibilità. Un’eco. Forse, quella ragazza sotto il cielo stellato, mordendo quella mela, non sta solo nutrendo il suo corpo. Sta toccando il tempo. Sta toccando il triceratopo, le sue paure, le sue emozioni. Sta toccando il Tutto.
